Soldado

Film 2018 | Azione, Drammatico +13 124 min.

Titolo originaleSicario: Day of the Soldado
Anno2018
GenereAzione, Drammatico
ProduzioneUSA, Italia
Durata124 minuti
Al cinema3 sale cinematografiche
Regia diStefano Sollima
AttoriBenicio Del Toro, Josh Brolin, Isabela Moner, Jeffrey Donovan, Catherine Keener Manuel Garcia-Rulfo, Matthew Modine, Shea Whigham, Elijah Rodriguez, Howard Ferguson Jr., David Castaneda, Catherine Haun, Rob Franco, Chris Adams.
Uscitagiovedì 18 ottobre 2018
TagDa vedere 2018
Distribuzione01 Distribution
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,48 su 27 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Stefano Sollima. Un film Da vedere 2018 con Benicio Del Toro, Josh Brolin, Isabela Moner, Jeffrey Donovan, Catherine Keener. Cast completo Titolo originale: Sicario: Day of the Soldado. Genere Azione, Drammatico - USA, Italia, 2018, durata 124 minuti. Uscita cinema giovedì 18 ottobre 2018 distribuito da 01 Distribution. Oggi tra i film al cinema in 3 sale cinematografiche Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,48 su 27 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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La lotta al narcotraffico fra Stati Uniti e Messico si è inasprita. Per combattere questa guerra, l'agente Matt Graver dovrà unire le forze con il misterioso Alejandro Gillick. In Italia al Box Office Soldado ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 1,4 milioni di euro e 85,1 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,48/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,50
PUBBLICO 3,44
CONSIGLIATO SÌ
Un western che riposa sul movimento, lascia affamati e disegna la mappa di una criminalità che è ovunque e da nessuna parte.
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 9 ottobre 2018
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 9 ottobre 2018

Sempre meno redditizio, il traffico di droga viene convertito dai cartelli in traffico di essere umani. Lungo il confine messicano e in mezzo ai clandestini si insinuano terroristi islamici che minacciano la sicurezza degli Stati Uniti. Un attentato-suicida in un supermercato texano provoca una reazione forte del governo americano che incarica l'agente Matt Graver di seminare illegalmente il caos ristabilendo una parvenza di giustizia. Graver fa appello ancora una volta ad Alejandro, battitore libero guidato da una vendetta che incontra vantaggiosamente le ragioni di Stato. Alejandro, che se ne infischia della legalità, rapisce la figlia di un potente barone della droga prima di diventare oggetto di una partita di caccia orchestrata dalla polizia messicana corrotta e da differenti gruppi criminali desiderosi di mettere le mani sull'infante. Diventata un rischio potenziale, bisogna liberarsene. Ma davanti a una scelta infame, Alejandro rimette in discussione tutto quello per cui si batte e tutto quello che lo consuma da anni.

Uscito nel 2015, Sicario trovava lungo una frontiera assolata e brulla gli elementi di una nuova mitologia americana-messicana. In quella striscia di confine mortale contro cui si infrangono tutte le barriere morali, Denis Villeneuve precipitava un'agente dell'FBI idealista che approcciava di sponda la violenza primitiva dei cartelli.

Tre anni dopo, congedato il personaggio di Emily Blunt e sostituita la distanza critica con la rappresentazione frontale di quella violenza, Soldado di Stefano Sollima prosegue il viaggio creando una continuità geografica con l'episodio precedente. Se Sicario si svolgeva essenzialmente in Arizona, Soldado si muove sul versante messicano della frontiera che incrocia le traiettorie fisiche e l'arco narrativo dei personaggi. Un nuovo western agito tra Nord e Sud: Matt Graver (Josh Brolin) penetra le linee di demarcazione col Messico come un proiettile micidiale, Miguel Hernandez (Elijah Rodriguez) conduce migranti clandestini oltre la frontiera messicana.

In mezzo, in questo incessante andirivieni geografico, tra la balcanizzazione dell'ordine interno e la perturbazione di tutti i valori da parte di coloro che pretendono di rappresentarli, Alejandro (Benicio Del Toro) percorre strade segrete, passaggi intimi (s)cambiando la divisa da killer con l'abito del paladino. Tutto in Soldado riposa sul movimento, un movimento che descrive una linea dritta, geometrica, quasi astratta, fatta di coreografie balistiche: imboscate sulle strade deserte del Messico, combattimenti a fuoco, esecuzioni sommarie. Il mondo che descrive il film è di una vaghezza permanente, uno spazio fluido dove il traffico di stupefacenti degenera in tratta umana e la politica estera americana verso il regolamento di conti.

In senso ostinato e contrario procede il protagonista, che non tira più su ogni cosa che si muove per vendetta personale ma è 'al servizio' dell'FBI prima e di un'adolescente impaurita dopo e nel tempo di un singolare tragitto iniziatico. Al surplus di violenza e di brutalità estrema, Sollima affianca un racconto dove l'umano e il compassionevole riprendono progressivamente il loro posto. Diversamente, Sicario faceva dei suoi pistoleri dei monoliti di cui finiva presto per disinteressarsi. Il transfert di Alejandro con la figlia del padrino, traumatizzata come la sua dalla violenza di una guerra motivata unicamente dalla propria perpetuazione, lo sguardo umido di Matt davanti agli occhi spenti della fanciullezza, aggiungono il cuore alla narrazione mantenendosi a distanza di sicurezza dal cuore. Brolin e Del Toro formano (e rinsaldano) un duo letale, un'alleanza di interessi divergenti ma uniti da un desiderio di caos inestinguibile.

A suo agio con un universo di figure maschili virili e predatori che evolvono oltre la legge (ACAB), Sollima disegna la mappa di una criminalità sotterranea e onnipotente che è dappertutto e da nessuna parte. Un avversario potente, insaziabile, elusivo. Da questa parte della frontiera interroga invece la propensione degli Stati Uniti (ma non solo) a sfruttare le proprie tragedie per attaccare il nemico di turno. La sceneggiatura, sempre di Taylor Sheridan, lavora ancora sulla permeabilità delle forze dell'ordine (e del disordine), in presa diretta con l'attualità geopolitica (lo jihadismo e le politiche occidentali di lotta contro il terrorismo).

Attratto dalla messa in scena della sua morte (I soliti sospetti, Sin City, Che - L'argentino/Guerriglia...), Benicio Del Toro riprende servizio alla frontiera e i panni di un mercenario ambiguo o forse la divisa di un soldato laconico o ancora la disposizione del torturatore persuasivo. Attore volontariamente inaudibile, la sua dizione è monotona e distaccata come venisse dall'oltretomba, Del Toro dona ancora una volta la vita a un personaggio pensando al suo cadavere. Gli occhi pesti e lo sguardo instabile inchiodano il pubblico e lo rimandano al prossimo episodio. Sullo sfondo della miseria dei migranti messicani e sul primo piano della gioventù messicana 'reclutata', Soldado chiude lasciandoci più affamati che sazi.

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VIDEO RECENSIONE
Gillick sta tornando, e vuole saldare alcuni conti in sospeso.
Overview di Andrea Fornasiero

Dopo aver scoperto che i cartelli della droga messicani stanno aiutando i terroristi a varcare il confine con gli Stati Uniti, la CIA affida a Matt Graver l'incarico di risolvere il problema. La soluzione di Matt è di avvalersi ancora una volta dell'ex sicario dei cartelli Alejandro Gillick, per scatenare una guerra tra bande rivali del traffico di droga. Per Gillick sarà l'occasione di saldare alcuni conti in sospeso, ma in qualche modo nella vicenda finisce coinvolta anche una ragazzina, Isabela Reyes.

"È iniziato tutto con una telefonata. Avevo portato ACAB a Berlino e venni contattato da un'agenzia che mi domandò se mi interessasse essere rappresentato. Hanno iniziato a farmi leggere alcuni copioni, in alcuni casi scritti molto bene che però per una ragione o per l'altra non mi persuadevano. C'erano film molto importanti, ma mi pareva che non aggiungessero nulla a quanto era già stato fatto. Poi, a marzo del 2016, alla quarantesima sceneggiatura, mi è capitato tra le mani Sicario: Day of the Soldado e mi sono detto: questo lo faccio".
Stefano Sollima

Per il regista Stefano Sollima a fare la differenza è stata «anche un'assoluta vicinanza alle tematiche affrontate nel film, che hanno notevole continuità con i miei lavori precedenti. Al di là del racconto, potentemente cinematografico, il film mi dà l'opportunità di continuare l'esplorazione di nuovi mondi criminali, cominciata in Italia molti anni fa». Noto all'estero soprattutto per Gomorra - La serie, questa è per Sollima la prima grande occasione hollywoodiana, che gli ha permesso di baloccarsi con un budget di tutto rispetto, di collaborare con star affermatissime come Benicio Del Toro e Josh Brolin (che in questi mesi sarà protagonista anche in Avengers: Infinity War e Deadpool 2) e di scegliere il resto del cast e dei collaboratori.

Come direttore della fotografia ha per esempio voluto il sodale di Ridley Scott Dariusz Wolski, mentre alla colonna sonora sostituisce il da poco scomparso Jóhann Jóhannsson una sua connazionale islandese, Hildur Guðnadóttir, che già aveva collaborato al film precedente. Nel cast oltre a Del Toro e Brolin torna Jeffrey Donovan (protagonista in Tv di Shut Eye e Burn Notice), mentre sono volti nuovi quelli di Catherine Keener (tra le altre cose da poco vista in Scappa: Get Out), Matthew Modine (di questi tempi impegnato con Stranger Things), Christopher Heyerdal (reduce in Tv da Damnation) e la giovane Isabela Moner, fattasi conoscere con Transformers - L'ultimo cavaliere.

Confermato naturalmente dal film precedente lo sceneggiatore Taylor Sheridan, a cui il progetto di un sequel è stato proposto già nel settembre 2015, quando Sicario era appena uscito in America. Divenuto insolitamente a tempo di record una star negli Usa, Sheridan è tornato anche a cimentarsi nella regia con I segreti di Wind River e sta lavorando alla sua prima serie Tv da autore: Yellowstone con Kevin Costner. Dei protagonisti di Sicario e del suo seguito ha detto: «Matt è un tale patriota che crede il fine giustifichi pienamente i mezzi, mentre Alejandro è disinteressato a queste cose, è apolitico, per lui è una questione personale. Gettare nel terrore le persone che hanno ucciso la sua famiglia è il solo modo che ha di tenere vivo il loro nome. Così queste due persone che non hanno nulla in comune sono legate insieme e formano una strana e triste coppia, che è interessante immergere in nuovi mondi. Sono sconcertato che stiano diventando una sorta di franchise, ma finché mi lasciano scrivere le storie che voglio raccontare accetterò di continuare»

Di Sicario: Day of the Soldado Sheridan ha poi detto che è così cruento da far sembrare il precedente Sicario una commedia, e del resto anche Sollima ne rimarca la durezza: «È inusuale perché molto più vicino alle atmosfere del cinema duro degli anni 70 di quanto la recente produzione hollywodiana non si sia permessa di osare. A volte mi sono sorpreso nel vedere cosa stessimo girando. Da un'industria così attenta ai gusti medi del pubblico, non era ovvio aspettarselo».

Benicio Del Toro ha spiegato come l'assenza di Emily Blunt - il cui personaggio forniva un punto di vista esterno vicino a quello dello spettatore - sia compensata da Isabela. Del resto la scelta di non far tornare Kate è stata presa da Sheridan in fase di sceneggiatura, quando ha deciso che il suo arco narrativo si era già pienamente compiuto con il primo film. L'attore portoricano si è anche espresso sul nuovo regista, definendolo un talento pari a quello di Villeneuve e apprezzandone lo spirito collaborativo: «Stefano ci è dovuto in un certo senso venire incontro, perché io e Josh abbiamo già interpretato questi personaggi, ma credo abbia fatto un buon lavoro nel lasciarci contribuire a come loro agiscono o reagiscono in certe situazioni, è stato molto inclusivo».

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 23 ottobre 2018
samanta

Il film è considerato un sequel di Sicario di Villeneuve, anche se è un sequel sui generis, perché può essere visto tranquillamente senza avere visto il precedente.  La regia, ottima, è di Stefano Sollima che ha applicato una sua recente dichiarazione "Il cinema d'autore è un sofisticato modo di suicidio del cinema", dirigendo un film di [...] Vai alla recensione »

domenica 30 settembre 2018
Ashtray_Bliss

E' pesante l'eredita lasciata da Villeneuve dopo un action-drama indimenticabile come Sicario, e ciò poneva dei seri dubbi e interrogativi riguardo al futuro del franchise. Questo secondo capitolo penso che fosse atteso con grande trepidazione, sopratutto dal pubblico italiano, poichè la posta in gioco era molto alta e altrettanto alto e concreto era il rischio che un regista [...] Vai alla recensione »

sabato 20 ottobre 2018
GUSTIBUS

Un bravo al nostro S.Sollima,non era facile proseguire con il primo Sicario di Villeneuve,film da oscar!Qui siamo sempre nel regno dei cartelli messicani sulla droga,ma qui si affronta il tema delle tratte umane Messico/Usa per mille dollari.Sono sempre in primo piano Alejandro il personaggio interpretato da Benicio del Toro,sempre ombroso ma molto bravo nella recitazione.

lunedì 17 dicembre 2018
gianleo67

Richiamato in patria a seguito di un attentato terroristico di matrice islamica, l'agente federale Matt Graver viene incaricato di destabilizzare i cartelli messicani e boicottarne il fiorente traffico di esseri umani con il quale si alimenta la manovalanza radicalizzata in territorio americano. L'operazione passa attraverso il reclutamento di un sicario con più di un conto in sospeso con i boss del [...] Vai alla recensione »

domenica 28 ottobre 2018
muttley72

Amante dei thriller d'azione, sono andato (ieri) a vedere il sequel di "Sicario", ovvero "Soldado" dell'italiano Sollima. Il film come atmosfera e ambientazioni non è inferiore al primo episodio, parimenti anche i dettagli sono molto curati alla maniera Hollywoodiana, anche se c'è chi coglie un tocco di "italianità" de regista (beato lui [...] Vai alla recensione »

sabato 27 ottobre 2018
Umberto

 Sequel del ben riuscito "Sicario", risulta non molto collegato al precedente. Questo può essere considerata un'arma a doppio taglio, infatti se da un lato esso può essere tranquillamente visto a sé, chi ha ammirato il primo rimarrà un po' deluso da questa mancanza di continuità. Rispetto alla pellicola di Villeneuve, Sollima usa meno scene [...] Vai alla recensione »

sabato 3 novembre 2018
Andrea

Confine tra Messico e Stati Uniti. Migliaia di persone cercano di attraversare "la linea" clandestinamente, nella speranza di un futuro migliore. Tra di essi però si infiltrano anche dei terroristi. Alcuni di essi si fanno esplodere senza scrupoli all'interno di un piccolo supermercato. Il governo americano, preso atto dell'accaduto, risponde alla minaccia: l'agente della [...] Vai alla recensione »

lunedì 29 ottobre 2018
carlosantoni

È un film d’azione dove l’adrenalina scorre come il caffè nei bar la mattina, e la violenza è raccontata con gran sapienza di effetti speciali. Non mi pare un “western”, come è stato scritto, semmai un film di guerra, una guerra combattuta “senza regole d’ingaggio”, con armi leggere e armi pesanti, mezzi blindati muniti di mitragliatrici [...] Vai alla recensione »

domenica 28 ottobre 2018
Maramaldo

Rabbia vecchia e motivata verso quel Paese, eppure simile nelle origini e forse anche nell'avvenire. Rancore secolare che non ha impedito ai chicanos di installarvisi a milioni mentre ora, divenuti gringos senza cuore, fanno di tutto affinchè non ve ne arrivino altrettanti. Era il caso che Sollima si addentrasse nel ginepraio di quest'amaro Tex-Mex, e proprio di questi tempi? Voglia [...] Vai alla recensione »

lunedì 22 ottobre 2018
Inesperto

Il film mantiene il livello del primo capitolo, Sicario. E' sulla stessa lunghezza d'onda, pur differenziandosi a partire dalla metà. Qui veniamo catapultati nel mondo della tratta di esseri umani sul confine USA/Messico: l'importanza dell'argomento, quindi, è chiaramente notevole. I personaggi di Del Toro e Brolin subiscono una parziale umanizzazione rispetto [...] Vai alla recensione »

lunedì 22 ottobre 2018
opidum

   Andate a vedere il fim  al cinema.   Grazie Il box office piange. Diamo una  mano al connazionale Sollima che è un ottimo regista. W sollima   Il film mi è piaciuto anche se peri miei canoni ( il mio sogno è che il terzo episodio lo giri robert rodriguez)  è un po lento Comungue molto meglio di quello di Villeneuve che era [...] Vai alla recensione »

lunedì 22 ottobre 2018
mario9999

Ma sono l'unico ad aver visto la mega incongruenza verso fine film ? SPOILER SPOILER SPOILER Quando Del Toro "resuscita" e magicamente trova li la macchina con i tizi morti....ma erano partiti 2 ore prime che era notte.. nel frattempo era anche sceso il ragazzino dal pickup...  diventa giorno pieno....e lui la trova li dopo 2 ore  !!!! senza senso .

mercoledì 25 gennaio 2017
opidum

grande sollima. l'italia decisamente ti sta stretta

mercoledì 31 ottobre 2018
Saturno

la risposta è si ne vale la pena ma non aspettatevi un capolavoro di altri tempi Sono lontani ormai i tempi di film per un pugno di dollari o c'èra una volta in americaqui un anteprima http://bit.ly/2J7Rf2X il film è godibile (non voglio spoilare) complimenti a Benicio del Toro vera gemma del film ,riesce a essere sempre carismatico sia nella parte del cattivo che del buono (lui Benicio del Toro grande [...] Vai alla recensione »

sabato 27 ottobre 2018
Trevanian

Indubbiamente un film da ricordare. Il figlio (Stefano) ha imparato bene dal padre (Sergio). Questa è la dimostrazione che con i soldi, i cineasti italiani (Sergio Leone in testa) ci sono e fanno la loro bella figura. Due sole sbavature, peraltro già sottolineate. Il colpo di pistola al volto che subisce Alejandro (Benicio del Toro) che, come medico, mi ha fatto sorridere ma che ci poteva [...] Vai alla recensione »

FOCUS
SCRIVERE DI CINEMA
mercoledì 24 ottobre 2018
Lorenzo Ciofani, vincitore del Premio Scrivere di Cinema

Stefano Sollima non è il primo regista italiano chiamato a dirigere un film negli Stati Uniti. Prima di lui ricordiamo almeno Franco Amurri, Carlo Carlei, Gabriele Muccino, che hanno davvero lavorato dentro le dinamiche dell'industria americana con maestranze in prevalenza non italiane. Il rischio di farsi schiacciare dalla macchina è notevole, tant'è che in molti, da Vittorio De Sica a Federico Fellini, hanno respinto le lusinghe hollywoodiane, mentre altri le hanno accettato portandosi al seguito fidati collaboratori (Paolo Virzì ne è l'ultimo esempio).

A suo modo, Sollima compie un'operazione analoga a quella de La ricerca della felicità di Muccino: interpretare un racconto tipicamente americano con lo sguardo peculiare che ha altresì motivato l'ingaggio dell'autore straniero. Lì il "feel good movie" a partire da una storia vera, qui l'action-thriller realistico. Ancora: lì, un problematico ma fiducioso ripensamento dell'edonismo reaganiano; qui, una bomba detonata nella propaganda trumpiana per rivelarne le contraddizioni. La differenza sostanziale tra i due è nella complicità con i personaggi e il pubblico, che in Sollima è volontariamente latitante come s'impone ad un regista come lui intriso di pessimismo.

Forse la distanza geografica dai luoghi dello scontro e un maggior disincanto politico ci aiutano a leggere Soldado (guarda la video recensione) senza la mappa ideologica di una politica governativa intrisa di xenofobia antimessicana.

Aggrapparsi alla tesi secondo cui il film grondi di stereotipi razzisti sembra la spia di una cattiva coscienza che finisce per non sottolineare l'intelligenza con cui Sollima adatta la sua specifica prospettiva ad una complessa macchina produttiva. D'altronde, Soldado è un film che gli appartiene completamente, un vero saggio di regia che dimostra la sua forza estetica, la cui apoteosi sta nell'incredibile sequenza degli elicotteri.

Più che il sequel di Sicario di Denis Villeneuve, ne è un'appendice meno cerebrale ed inquietante, la dilatazione di un universo narrativo abitato dai due sopravvissuti del precedente film. Che ora tra i controversi Josh Brolin e Benicio del Toro manchi una figura come quella di Emily Blunt, in grado di incarnare la possibilità di una flebile speranza, indica lo scetticismo di un regista morale che si muove in un contesto amorale senza moraleggiare. Pigramente accusato, dacché si è imposto prima con la serialità e poi al cinema, di narrare il male esercitando una pericolosa fascinazione nei confronti dei personaggi negativi, qui evita il rischio degli effetti collaterali mostrando un'efferata corale criminale avulsa dal romanticismo della malavita, in cui i presunti buoni sono fin troppo cinici per essere davvero esemplari rispetto ai bruti dei cartelli messicani.

FOCUS
sabato 20 ottobre 2018
Roy Menarini

Il rapporto tra Hollywood e i registi italiani non ha quasi mai riguardato la competenza sui generi cinematografici. Escluso Sergio Leone, che per C'era una volta in America ha però costruito una coproduzione pienamente interna alla sua poetica, non sono molti i casi di cineasti nazionali che hanno suscitato l'interesse dei produttori oltre oceano per competenze specifiche sul film di genere. Stefano Sollima si guadagna questa prima opportunità americana obbedendo con fedeltà quasi accanita ai dettami tecnico-stilistici (e ritmici) dell'action movie. Consapevole che ogni film di genere, anche quelli che non vengono impreziositi da velleità autoriali (vedi la versione super-raffinata di Suspiria da parte di Luca Guadagnino, quasi un video-artista di fronte a un film di paura), è comunque un'opera politica, segue con scrupolo la sceneggiatura di un big della scrittura come Taylor Sheridan e porta a casa il risultato.

Anzi, curiosamente è proprio lo script a fare parecchia fatica nel competere con la forza narrativa del capostipite, perdendosi confusamente nei nessi di causa ed effetto innescati dal rapimento della giovane figlia del boss. Perché invece, per quanto riguarda Sollima, il comparto regia e messa in scena funziona che è una meraviglia, seguendo principalmente due strade: la precisione degli scontri a fuoco (l'azione) e la concatenazione delle vicende (narratività).

Potendo contare su un montaggio particolarmente efficace, Sollima sembra in Soldado aver rinunciato anche alle già poche divagazioni che si concedeva in Italia, sia nei lungometraggi sia nelle serie televisive. Alcune soluzioni - dalle riprese aeree agli scontri a fuoco vissuti dall'interno dell'abitacolo - sono pensate per ripercorrere la lezione stilistica di Denis Villeneuve e di Sicario, ma anche questa umiltà nell'emulazione di un collega non sembra scuotere Sollima, o metterlo in imbarazzo, o distrarlo dal suo compito.

Frasi
Secondo te l ''obbiettivo è cambiare? Fai questo lavoro da troppo tempo per crederci
Una frase di Cynthia Foards (Catherine Keener)
dal film Soldado
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
martedì 16 ottobre 2018
Cristina Piccino
Il Manifesto

Tutto comincia con un'esplosione sul confine tra Messico e Stati uniti: un uomo prega e si fa saltare in aria in mezzo alla terra di nessuno dove ogni notte si apre la caccia dei poliziotti americani contro i migranti che cercano di entrare, quel traffico di esseri umani divenuto per le mafie più proficuo della droga. Qualche giorno dopo accade in un supermercato dell'Arizona: morti, feriti, panico. [...] Vai alla recensione »

sabato 20 ottobre 2018
Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Non c'è solo Luca Guadagnino a difendere la destrezza tecnica dei registi italiani nel mondo. "Destrezza tecnica", perché "Chiamami con il tuo nome" e ancora più "Suspiria" (nelle sale a gennaio) hanno scene e scelte di regia a tratti strepitose, molto più interessanti delle trame rispettive, e pure dell'horror. Ovvio che Matteo Garrone sta in una categoria diversa: oltre alla destrezza in "Dogman" [...] Vai alla recensione »

venerdì 19 ottobre 2018
Anthony Lane
The New Yorker

Nel seguito di Sicario ritroviamo alcuni dei protagonisti del primo film: l'agente federale Matt Graver (Josh Brolin), specialista nel fare il gioco sporco per il governo senza lasciare traccia, e Alejandro (Benicio Del Toro), il misterioso killer di cui non conosciamo il cognome. Con l'intenzione di far scoppiare una guerra tra i ca-telli della droga messicani Graver e Alejandro devono rapire la figlia [...] Vai alla recensione »

giovedì 18 ottobre 2018
Maurizio Acerbi
Il Giornale

La guerra al narcotraffico, ormai, non conosce più regole. Al confine fra Messico e Stati Uniti si gioca una partita a scacchi inasprita. I cartelli della droga, infatti, hanno deciso di infiltrare, sul territorio americano, dei terroristi rei poi di attentati sanguinari. La CIA deve rispondere e per fronteggiare i narcos ecco che l'agente federale Matt Graver (Josh Brolin) deve fare ricorso all'implacabile [...] Vai alla recensione »

giovedì 18 ottobre 2018
Valerio Caprara
Il Mattino

Gioco pesante e mano dura in un sequel che fa storia a sé. Tre anni orsono «Sicario» impose i nomi del regista Denis Villeneuve e lo sceneggiatore Taylor Sheridan nel cerchio magico dei nuovi maestri di Hollywood: considerato uno dei migliori film d'azione degli ultimi anni, riusciva in effetti a sbalordire il sempre più ostico pubblico odierno grazie al ritmo indiavolato, le interpretazioni esemplari [...] Vai alla recensione »

giovedì 18 ottobre 2018
Francesco Alò
Il Messaggero

Quattro bombe umane esplodono in un mall di Kansas City. L'ultima pare avere un attimo di esitazione davanti a una madre con la figlia stretta al corpo. Poi lo scoppio. 15 morti di cui due bambini. È un attacco sul suolo americano. «Vi manderemo qualcosa di terrificante», comunica agli assalitori il segretario alla Difesa Usa interpretato da un gelido Matthew Modine.

giovedì 18 ottobre 2018
Emiliano Morreale
La Repubblica

Non sorprende che gli americani abbiano pensato a Stefano Sollima perla regia del seguito di Sicario, efficace ed elegante film d'azione di Dennis Villeneuve che poteva contare sulla sceneggiatura di Taylor Sheridan. L'autore del copione ha poi scritto altri due film ("tal or high water e I segreti di Wind River) a comporre una ideale "trilogia della frontiera", dirigendo l'ultimo.

giovedì 18 ottobre 2018
Alessandra Levantesi
La Stampa

Fra Sicario di Denis Villeneuve e il sequel Soldado affidato alla regia del nostro Stefano Sollima passano tre anni e l'insediamento di Trump alla Casa Bianca. Il che forse spiega la sparizione dalla storia dell'agente federale Emily Blunt, che di Sicario rappresentava lo sguardo morale. Qua, nel contesto di una lotta al narcotraffico dove le ragioni del Male e del Bene si confondono pericolosamente, [...] Vai alla recensione »

giovedì 18 ottobre 2018
Franco Montini
La Repubblica

Una volta eravamo i più bravi nel cinema di genere, poi la tradizione sembrava essersi interrotta, ma qualcosa era rimasto nel Dna della nostra industria audiovisiva per riemergere con successo nelle serie televisive. "Romanzo criminale e "Gomorra" sono le più note ed entrambe portano la firma di Stefano Sollima. Non meraviglia pertanto che il 53enne regista romano sia stato notato e ingaggiato da [...] Vai alla recensione »

venerdì 12 ottobre 2018
Federico Pontiggia
Il Fatto Quotidiano

Approdo americano per Stefano Sollima, figlio d'arte (Sergio), campione di genere (Suburra, Gomorra La serie) e successore di Denis Villeneuve nell'intesa trilogia di Sicario. Rispetto a Sicario (2015) del regista canadese, in Soldado cambia quasi tutto: direttore della fotografia (Dariusz Wolski), montatore (Matthew Newman) e pure il focus, che non è più la droga, ma il traffico di esseri umani tra [...] Vai alla recensione »

lunedì 8 ottobre 2018
Natalino Bruzzone
Il Secolo XIX

Messico di sangue sul confine americano, dove il presi-dente Donald Trump, come un oligarca bolscevico, sostiene un muro di altolà e di feroce contenimento quale monumento all'eterna separazione tra i dannati e gli eroi. Un luogo di tragica dissipazione morale che esplode sia nei romanzi di Don Winslow ("Il potere del cane" e "Il cartello"), dentro la lotta intossicata di corruzione tra il narcotraffico [...] Vai alla recensione »

NEWS
VIDEO RECENSIONE
giovedì 18 ottobre 2018
A cura della redazione

Lungo il confine messicano e in mezzo ai clandestini si insinuano terroristi islamici che minacciano la sicurezza degli Stati Uniti. Un attentato-suicida in Texas provoca una reazione forte del governo americano che incarica l'agente Matt Graver di seminare [...]

NEWS
giovedì 5 luglio 2018
Claudia Catalli

In Italia uscirà solo il 18 ottobre, ma negli Stati Uniti è sbarcato il 29 giugno, sbancando subito il box office con 19 milioni di dollari. Soldado non segna solo l'esordio hollywoodiano di Stefano Sollima, ma marca una linea di demarcazione chiara [...]

BOX OFFICE
lunedì 2 luglio 2018
Andrea Chirichelli

Jurassic World - Il regno distrutto (guarda la video recensione) si conferma leader negli USA con un incasso di 60 milioni di dollari, in calo quasi del 60% rispetto alla settimana d'esordio, arrivando ad un totale di 264,8 milioni di dollari dopo 10 [...]

TRAILER
martedì 19 dicembre 2017
 

La storia si concentra sui protagonisti maschili del primo capitolo, Alejandro, Matt e Steve che decidono di tornare in Messico per scatenare una guerra tra cartelli messicani rivali. Il film, diretto dal regista italiano Stefano Sollima, è il [...]

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