Suspiria

Film 2018 | Horror +13 152 min.

Titolo originaleSuspiria
Anno2018
GenereHorror
ProduzioneUSA, Italia
Durata152 minuti
Regia diLuca Guadagnino
AttoriDakota Johnson, Tilda Swinton, Mia Goth, Lutz Ebersdorf, Jessica Harper Chloë Grace Moretz, Sylvie Testud, Angela Winkler, Malgorzata Bela, Ingrid Caven.
Uscitamartedì 1 gennaio 2019
TagDa vedere 2018
DistribuzioneVidea
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,50 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Luca Guadagnino. Un film Da vedere 2018 con Dakota Johnson, Tilda Swinton, Mia Goth, Lutz Ebersdorf, Jessica Harper. Cast completo Titolo originale: Suspiria. Genere Horror - USA, Italia, 2018, durata 152 minuti. Uscita cinema martedì 1 gennaio 2019 distribuito da Videa. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,50 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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In una prestigiosa scuola di danza di Berlino arriva una giovane americana, Susie Bannion, per un'audizione. Il legame con la coreografa della scuola diventa sempre più stretto e va al di là della danza. Al Box Office Usa Suspiria ha incassato nelle prime 7 settimane di programmazione 2,5 milioni di dollari e 180 mila dollari nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,50/5
MYMOVIES 3,50
CRITICA 3,50
PUBBLICO N.D.
CONSIGLIATO SÌ
Guadagnino omaggia Argento con un film personale, riflessivo, originale nello stile visivo e coraggioso nella messa in scena.
Recensione di Giancarlo Zappoli
sabato 1 settembre 2018
Recensione di Giancarlo Zappoli
sabato 1 settembre 2018

La giovane danzatrice americana Susie Bannion arriva nel 1977 a Berlino per un'audizione presso la compagnia di danza Helena Markos nota in tutto il mondo. Riesce così ad attrarre l'attenzione della famosa coreografa Madame Blanc grazie al suo talento. Quando conquista il ruolo di prima ballerina Olga, che lo era stata fino a quel momento, accusa le dirigenti di essere delle streghe. Man mano che le prove si intensificano per l'avvicinarsi della rappresentazione, Susie e Madame Blanc sviluppano un legame sempre più stretto che va al di là della danza. Nel frattempo un anziano psicoterapeuta cerca di scoprire i lati oscuri della compagnia.

Luca Guadagnino è stato affascinato dal film di Dario Argento fin da quando all'età dei 10 anni ne vide il manifesto. Divenuto regista aveva accarezzato da tempo l'idea di avvicinarsi a quello che è ormai divenuto un classico per rendergli omaggio.

Ovviamente non poteva essere nelle sue corde realizzare un semplice remake e infatti ha ragione Tilda Swinton quando afferma che questo film è di fatto una cover che, come tutti sanno, in ambito musicale non necessariamente riprende i suoni e, ancor di più, il testo dell'originale. Infatti Guadagnino si allontana il più possibile se non dagli elementi base del plot sicuramente dallo stile visivo e anche dalle modalità di messa in scena dell'originale.

Argento caricava l'azione di tensione sin dalla prima sequenza dell'arrivo in aeroporto per poi trasferirci nella scuola di danza di Friburgo immergendoci in spazi che sollecitavano una lettura onirica di quanto accadeva e in cui il sangue era rosso acceso come parte della scenografia. Guadagnino invece, grazie alla felice intuizione di ambientare il suo lavoro nel 1977, anno in cui uscì il film argentiano, sposta l'azione a Berlino e colloca la scuola di danza nella zona occidentale ma esattamente dinanzi a un tratto di muro. Questo gli consente di tentare un'operazione che può sorprendere positivamente ma anche sconcertare.

Susie Bannion arriva nella scuola mentre in Germania la Rote Armee Fraktion sta seminando morte e offrendo alle autorità l'occasione per una stretta tendente all'autoritario. Si sviluppa così un parallelo tra quanto accade all'interno della Compagnia e quanto e sta avvenendo nel mondo esterno con il quale fa da trait d'union la figura dello psicoterapeuta che consente un'ulteriore riflessione sul passato (allora decisamente recente) della Germania.

"Una madre può sostituire tante persone ma non può essere sostituita". Guadagnino utilizza questa frase, che si legge su uno di quei teli ricamati a mano che si trovavano incorniciati nelle case del passato, come epigrafe di un film diviso in sei parti e in un epilogo. Si libera così dalle convenzioni dell'horror per aprire il suo Suspiria a una lettura che immerge il plot in una riflessione sulle Madri Patrie e sui crimini che in loro nome o contro di esse si possono commettere.

Una profonda differenza rispetto all'originale è data dal fatto che in breve tempo ci viene rivelata la vera natura delle responsabili della Compagnia ma proprio per questo diventa superfluo costruire scene ad effetto favorendo invece un progress verso la disgregazione dei corpi ma anche verso il rischio del troppo facile oblio degli orrori che permea questi nostri tempi. Ai quali questo film non dimentica di fare riferimento.

Sei d'accordo con Giancarlo Zappoli?
Suspiria, il remake di un film a suo modo perfetto.
Overview di Rudy Salvagnini

Ci sono film particolarmente riusciti per i quali sembra difficile pensare a un remake proprio perché rappresentano in se stessi qualcosa di paradigmatico. Suspiria è di certo tra questi. Non si tratta di Quarto potere, intendiamoci (ecco davvero un film che nessuno ha mai avuto nemmeno il coraggio di pensare di poter rifare), ma nel suo ambito è un film che rappresenta un apice: sicuramente l'apice di un autore importante come Dario Argento che ha dato molto al cinema, soprattutto, ma non solo, in termini di personalità e originalità. A volte è già capitato che si siano rifatti film di notevole spessore e fascino, magari perché si riteneva che i progressi negli effetti speciali avrebbero consentito di realizzare in modo più credibile il loro immaginario. King Kong è uno di questi. Ma pur con l'innegabile apporto di effetti speciali più perfezionati (almeno per quanto riguarda il secondo remake, quello di Peter Jackson), c'è qualcuno che pensa davvero che i due remake americani (lasciamo perdere quelli giapponesi, che sono altra cosa) siano migliori del prototipo del 1933? Non credo.

Suspiria, tra l'altro, non ha nemmeno questa motivazione dato che, per quel che serviva al film, gli effetti speciali del tempo erano già perfetti. Per non parlare della messa in scena e dei colori, così particolari da essere difficilmente ripetibili.

Si può quindi rifare Suspiria migliorandolo? Difficile. Credo però che si possa fare in modo diverso e questo potrebbe riservare belle sorprese. Anche perché Luca Guadagnino non è certo un regista di horror e quindi potrebbe affrontare il genere con un approccio diverso, libero da condizionamenti e da memorie pregresse. Di remake di film ottimi che hanno saputo trovare - in modo altrettanto ottimo - strade diverse ce ne sono stati. Per tutti vale l'esempio di La cosa di John Carpenter che è il rifacimento di un classico della fantascienza anni '50, La cosa da un altro mondo di Christian Nyby (con la produzione - e anche qualcosa di più - del grande Howard Hawks), ma è anche e soprattutto un film valido e innovativo in se stesso, che del film originario prende solo lo spunto per rielaborarlo in modo del tutto autonomo.

La filmografia di Guadagnino può far ben sperare, sotto questo profilo. Il genere, come detto, non l'ha mai frequentato, ma ha dimostrato, con opere diverse e spesso brillanti, una sensibilità e una personalità di autore che di certo gli consentiranno di evitare una trasposizione gregaria degli spunti e degli stilemi argentiani. Se ha accettato di fare questo film è evidentemente perché ha una sua idea di come ripresentare storia e situazioni in modo personale e diverso.

L'idea di realizzare un remake del capolavoro argentiano nasce, in ogni caso, da molto lontano e per anni è rimasta in un limbo produttivo che a un certo punto sembrava senza sbocchi tra nomi che si rincorrevano e venivano sostituiti da altri senza apparente soluzione di continuità. Poi a un certo punto le cose si sono stabilizzate e la fase produttiva è entrata a regime con Guadagnino - che prima doveva essere solo produttore - nella cabina di regia.

Per quel che se ne sa, anche questa volta teatro della vicenda è una prestigiosa scuola di ballo berlinese nella quale arriva una giovane americana per frequentare i corsi. La ragazza comincia con le migliori intenzioni con l'intenzione di apprendere i segreti della danza, ma un po' alla volta, grazie anche all'amicizia di un'altra studentessa, si rende conto che il luogo, di segreti, ne custodisce ben altri e ben più terribili.

La sceneggiatura è di David Kajganich che in campo horror - a parte il prossimo remake di Pet Sematary di cui è in predicato di scrivere la sceneggiatura - si era fatto notare per un piccolo horror, Town Creek, diretto con perizia da Joel Schumacher: niente di eccezionale, nemmeno dal punto di vista narrativo, ma un solido esempio di film di genere dalla buona resa spettacolare. Prima ancora aveva scritto Invasion, ennesimo remake de L'invasione degli ultracorpi, non particolarmente riuscito, nonostante la presenza di Nicole Kidman, ma se non altro testimonianza di una certa familiarità con la rielaborazione di materiali altrui. Interessante è il cast capitanato da due attrici giovani e brave come Dakota Johnson, resa celebre soprattutto (ma non solo) dai film della serie delle Cinquanta sfumature e Chloë Grace Moretz che nel campo dell'horror si era fatta notare qualche anno fa in Blood Story (a sua volta il remake di un ottimo horror svedese, Lasciami entrare) e in Lo sguardo di Satana - Carrie (anche questo remake del famoso film di Brian De Palma), ma che è al di là di questo una delle attrici emergenti più interessanti. Il premio Oscar Tilda Swinton è il nome di maggior prestigio: già presente in diverse opere precedenti di Guadagnino (A Bigger Splash, Io sono l'amore, The Protagonists), torna a collaborare con lui dando il suo algido fascino e la sua indubbia classe al film. Ma anche nei ruoli di supporto non mancano nomi interessanti, primo fra tutti quello proprio di Jessica Harper, la protagonista del film di Argento che torna a sancire con la sua presenza una sorta di continuità con l'opera precedente. Renée Soutendijk è stata protagonista di uno dei film più controversi e interessanti del primo Paul Verhoeven (Il quarto uomo), mentre Ingrid Caven è stata nel cast di diversi film di Fassbinder (oltre che del notevole e cupissimo La tenerezza del lupo di Ulli Lommel) e Angela Winkler ha percorso con profitto le strade di quello che al tempo veniva chiamato il nuovo cinema tedesco (la si ricorda tra l'altro ne Il caso Katharina Blum e in Scene di caccia in bassa Baviera). Insomma, un cast promettente e di sicuro rilievo, così come lo era, con composizione del tutto diversa, quello del film di Argento.

L'importanza di Suspiria e la sua peculiarità nel contesto del genere horror, comunque, non sta tanto nella storia che racconta - una sorta di rivisitazione in chiave macabra dell'immaginario fiabesco - quanto nel modo in cui la racconta. La fluidità e l'inventiva della regia di Argento, il particolare uso del colore che recupera e aggiorna in modo mirabile e personale la lezione di Mario Bava, l'ambientazione perfetta e ricca di fascino inquietante grazie anche alla fotografia di Luciano Tovoli: sono queste caratteristiche specifiche e non replicabili che, assieme ad altre (non ultima la perfetta interpretazione di un cast ispirato, capitanato, come già ricordato, da una Jessica Harper imprescindibile nel ruolo della classica ingenua capitata nel posto sbagliato), hanno fatto di Suspiria il film che è. Una cosa però è certa, per fortuna: in ogni caso, bello o brutto che risulti essere, il nuovo Suspiria non va a sostituire il precedente, ma si aggiungerà a esso. Se saprà trovare il suo posto nel pantheon cinematografico o se finirà nel cosiddetto dimenticatoio assieme, per fare solo un nome, all'inutile remake di Psycho firmato da Gus Van Sant, lo sapremo presto.

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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 2 settembre 2018
Peer Gynt

Questo remake della "Suspiria" di Dario Argento del 1977 è un tentativo molto ambizioso di aggiornare la mitologia argentiana delle Tre Madri. Il film, lungo due ore e mezzo e diviso in 6 atti e 1 epilogo, lascia interdetto lo spettatore perché non è affatto un semplice remake di un horror italiano degli anni Settanta, ma una vera e propria riscrittura molto personale. [...] Vai alla recensione »

domenica 2 settembre 2018
ROBERT EROICA

#Venezia75 #SUSPIRIA - Concorso. Reduce dai trionfi critici di Call me by your name, Guadagnino continua a puntare in alto (e a rischiare grosso) con il remake del capolavoro di Argento. E realizza una sorta di versione alternativa degli incubi politici di un'era buia (il terrorismo della Raf) come se fosse un horror diretto da Fassbinder. Evita il liberty dei cromatismi di Luciano Tovoli e immerge [...] Vai alla recensione »

sabato 8 settembre 2018
Antonio De Gioia

Luca Guadagnino torna al cinema, dopo CHIAMAMI COL TUO NOME, con SUSPIRIA remake del classico di Dario Argento del 1977. Il regista italiano prende il film originale e ne fa qualcosa di estremamente innovativo e personale modificando profondamente la storia che ha in comune soltanto l'idea di fondo di una ragazza americana che arriva in Germania (Berlino in questo e Friburgo nell'originale) [...] Vai alla recensione »

domenica 31 ottobre 2010
AlanWake

Comunque sono sicuro che una riproduzione più rinnovata del film può essere una cosa buona, lo aspetto al cinema, anche se le generazioni future non sapranno mai di Dario come regista di Suspiria, ma conosceranno Suspiria come un film di  David Gordon Green.

Frasi
In un primo momento mi ha dato qualcosa. Equilibrio perfetto. Sonno perfetto. Ma ora vuole entrare dentro di me...
Una frase di Suzy Bannion (Dakota Johnson)
dal film Suspiria - a cura di MYmovies.it
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
domenica 2 settembre 2018
Emiliano Morreale
La Repubblica

Dimenticate Dario Argento. Il remake di Suspiria è anzitutto un film di Guadagnino, con una sua autonomia, e anzi molto dentro il suo metodo e le sue ossessioni. Il lavoro sul genere horror (quasi completamente negato) è parallelo a quello sul cinema d'autore internazionale in Chiamami col tuo nome. La vicenda rimane quella di una ragazza americana (Dakota Johnson, molto brava) che entra in una scuola [...] Vai alla recensione »

domenica 2 settembre 2018
Francesco Alò
Il Messaggero

Povere streghe. Nella Berlino del 1977 quasi non riescono più a essere cattive. Rinchiuse in una Tanz Academy dai gelidi marmi geometrici, sono stressate in infinite riunioni politiche per scegliere la nuova leader: Elena Markos (un misto ripugnante con corpo da Jabba the Hutt di Guerre Stellari e testa ciondolante da cieca con occhiali da sole stile Ray Charles) o l'austera insegnante di danza Madame [...] Vai alla recensione »

domenica 2 settembre 2018
Cristina Piccino
Il Manifesto

Berlino 1977. La Markos Tanz Company di danza di Madame Blanc (Tilda Swinton, l'icona di Guadagnino qui in un triplice ruolo che non spoileriamo) è l'obiettivo più ambito dalle aspiranti danzatrici, un «metodo» che nella performance rompe radicalmente lo schema del «classico» nella tradizione di un movimento che già agli inizi del 900 ha cominciato a usare il corpo come strumento di deflagrazione della [...] Vai alla recensione »

NEWS
TRAILER
giovedì 6 dicembre 2018
 

La giovane danzatrice americana Susie Bannion arriva nel 1977 a Berlino per un'audizione presso la compagnia di danza Helena Markos nota in tutto il mondo. Riesce così ad attrarre l'attenzione della famosa coreografa Madame Blanc grazie al suo talento. [...]

VIDEO RECENSIONE
martedì 4 dicembre 2018
A cura della redazione

La giovane danzatrice americana Susie Bannion arriva nel '77 a Berlino per un'audizione e attrae l'attenzione della famosa coreografa Madame Blanc. Quando conquista il ruolo di prima ballerina, Olga, che lo era stata fino a quel momento, accusa le dirigenti [...]

NEWS
martedì 13 novembre 2018
 

La giovane danzatrice americana Susie Bannion arriva nel 1977 a Berlino per un'audizione presso la compagnia di danza Helena Markos nota in tutto il mondo. Riesce così ad attrarre l'attenzione della famosa coreografa Madame Blanc grazie al suo talento. [...]

POSTER
lunedì 12 novembre 2018
 

La giovane danzatrice americana Susie Bannion arriva nel 1977 a Berlino per un'audizione presso la compagnia di danza Helena Markos nota in tutto il mondo. Riesce così ad attrarre l'attenzione della famosa coreografa Madame Blanc grazie al suo talento. [...]

BOX OFFICE
lunedì 29 ottobre 2018
Andrea Chirichelli

Come ampiamente previsto, Halloween si conferma miglior incasso americano con un weekend da 32 milioni di dollari, che fa volare il totale del film a 126 milioni, rendendolo uno dei più redditizi di sempre, essendo costato appena 10 milioni.

TRAILER
martedì 11 settembre 2018
 

La giovane danzatrice americana Susie Bannion arriva nel 1977 a Berlino per un'audizione presso la compagnia di danza Helena Markos nota in tutto il mondo. Riesce così ad attrarre l'attenzione della famosa coreografa Madame Blanc grazie al suo talento. [...]

GALLERY
domenica 2 settembre 2018
 

Sette minuti di applausi ieri per il remake di Suspiria, primo film italiano in concorso a Venezia. Luca Guadagnino rende un omaggio all'originale di Dario Argento, cercando di allontanarsi il più possibile da esso per stile e messa in scena.

[LINK] TRAILER
lunedì 4 giugno 2018
Francesca Ferri

Dal dramma sentimentale all'horror, Luca Guadagnino cambia registro e firma Suspiria, il remake dell'omonimo cult di Dario Argento. Dopo Chiamami col tuo nome (guarda la video recensione), il regista si immerge nell'inquietante storia della ballerina [...]

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